Finalmente è arrivato l’album che tanto volevo, Beethoven’s Last Night dei Trans-Siberian Orchestra. Nel libretto è contenuta la trama dell’album che mi appresto a tradurre e postare affinché tutti possano leggerla.
Una tarda notte della primavera del 1827, la città di Vienna assiste alla più grande tempesta di fulmini di tutta la sua lunga storia. In una stanza sfarzosa ma disordinata, Ludwig von Beethoven siede al suo pianoforte, sul quale è poggiato l’appena completato manoscritto della Decima Sinfonia. In esso il suo finale, e ne è certo, più grande capolavoro.
Dall’ombra appaiono un bellissimo spirito, Fate, e il suo figlio nano deformato, Twist, accompagnati da numerosi spiriti e fantasmi provenienti dal passato del maestro per informarlo che questa sarà la sua ultima notte di vita. Beethoven trova i loro farfugliamenti insopportabili e li prega di andare via, ma Twist lo interrompe:
Twist “Come ombre, noi esistiamo solo grazie alla luce che la tua vita emana, e avvertiamo che tale luce sta lentamente affievolendosi.”
A ogni lampo successivo, tutti gli spiriti si avvicinano sempre più al maestro.
Allo scoccare della mezzanotte, Mefistofele appare improvvisamente e informa Beethoven che è li per prendere la sua anima. Il compositore, messo di fronte all’eterna dannazione, è terrorizzato e sostiene che non può ancora essere la sua ora, che deve ancora completare la sua Decima Sinfonia. Mefistofele dà uno sguardo al manoscritto e poi, con apparente insolita generosità, si offre di dargli tutto il tempo di cui necessita per dirgli quale parte dell’opera intenda aggiungere o cambiare. Il bluff crolla, Beethoven ammette che non cambierebbe una singola nota.
Il diavolo asserisce pensieroso, e fà al compositore un’altra offerta: Se il maestro gli darà tutta la sua musica e il permesso di cancellarla dalla sua memoria, la sua anima sarà salva. Beethoven è sopraffatto dalla situazione. Impaurito da un eternità di tormento vorrebbe disperatamente salvare la sua anima ma il pensiero del perdere la musica, il suo lavoro di una vita, lo fa esitare.
Mefistofele, avvertendo la sua confusione, si offre di andare via per un’ora, quindi tornare per sapere la sua risposta. Quando si volta per andare via, Beethoven nota che le lancette dell’orologio si muovono più velocemente del normale. Lo fa notare a Mefistofele, che ribatte dicendogli:
Mefistofele “Consideralo un ultimo favore, nel luogo in cui stai per andare esse non girano affatto.”
Oppresso dalla situazione in cui si ritrova, Beethoven tenta di richiamare le azioni della sua vita che lo hanno portato alla dannazione. Nella rabbia, accusa Fate di averlo sempre trattato male. Sconcertata, lo spirito gli chiede:
Fate “Cosa vuoi che cambi?”
Forzato a rivivere la sua vita, scopre che la rimozione di quelli che considera i momenti peggiori della sua vita significherebbe la rimozione dell’ispirazione del suo lavoro finale. Realizza che la sua musica è ciò che lui è, la ragione della sua esistenza, e decide che preferirebbe soffrire per l’eternità piuttosto che distruggerla. Non può rimuovere la musica che ha visto portare così tanta gioia a così tante persone.
Al suo ritorno Mefistofele, trovandosi di fronte a un rifiuto, rimpiazza velocemente la sua offerta con un’altra: Se Beethoven gli consegnerà la decima sinfonia non ancora rilasciata, la sua anima sarà salva. Beethoven si trova ancora una volta in agonia e, dopo aver parlato con il fantasma di Mozart, decide ancora che non può distruggere la sua opera.
In un finale disperato tentativo di ottenere la decima sinfonia, Mefistofele guarda attraverso la finestra e scorge una una bambina. Rivolgendosi poi al maestro, gli dice:
Mefistofele “Io, Mefistofele, posseggo la vita di quella creatura, ho una lista dettagliata di tutti gli orrori e le sofferenze che avrà lungo la sua breve esistenza.”
Quindi offre al maestro uno scambio:
Mefistofele “Se avrò la tua ultima creazione musicale, lascerò andare tutto ciò che ho in serbo per la bambina, eliminando tutti i miei piani e tutte le disgrazie dalla sua vita.”
Beethoven guarda la piccola creatura, poi distoglie lo sguardo. Si sente determinato, pronto a una risposta negativa. Prima che possa aprire bocca, si volta di nuovo a guardare attraverso la finestra. Tenta per un attimo di convincersi che quella bambina non conta nulla per lui, che non è sua responsibilità, che anche se egli salverà la sua vita ci saranno milioni di altre come lei. Quella singola vita non farà nessuna differenza mentre la sua sinfonia porterà gioia a innumerabili generazioni.
Nonostante tali pensieri in fine l’amore ha il sopravvento: non può lasciare la piccola in balia di tali atrocità e, crollando sul pianoforte, sussurra a Mefistofele con un filo di voce:
Beethoven “Ho una proposta.”
Mefistofele danza deliziato mentre Beethoven afferra il manoscritto e si alza, è talmente distratto da non notare Twist che, scivolando lentamente verso il maestro, gli sussura nell’orecchio:
Twist “Come puoi essere certo che Mefistofele manterrà la sua parola?”
Beethoven siede nuovamente e ripete la domanda ad alta voce:
Beethoven “Come posso essere certo che manterrai la tua parola?”
Mefistofele “Scriveremo un contratto, e lo scriveremo sul retro di una pagina presa dalla bibbia.”
Beethoven lancia uno sguardo a Fate che è lì ad assistere, alle spalle del demone. Essa annuisce. (Anche le ombre sanno che un contratto scritto su una carta consacrata non può essere sciolto, neanche dal diavolo stesso).
Il maestro, completamente esausto, dà il suo consenso, ma non ha la forza di scrivere le parole che porteranno alla distruzione della sua amata Decima. Fate, comprendendo il suo stato d’animo, si offre di scrivere per lui. Il maestro le passa la carta. Fate scrive:
E’ deciso in questa notte, 26 Marzo 1827, tra i sottoscritti, che la musica della Decima Sinfonia, composta da Ludwig von Beethoven, primogenito di Johann e Maria von Beethoven, nato nella città di Bonn, d’ora in poi sarà di proprietà di Mefistofele, Signore dell’oscurità e primo angelo caduto dalla grazia di Dio. In cambio della soprannominata opera, Mefistofele rimuoverà ogni segno di tale sinfonia dalla memoria di tutta l’umanità per tutta l’eternità. E’ anche concordato che Mefistofele e tutti i suoi seguaci spariranno via dalla vita della bambina che dorme nell’appartamento visibile dalla finestra di qeusta stanza. La suddetta rimozione di influenza è da iniziarsi immediatamente e durare per tutta l’eternità.
Mefistofele legge l’accordo, lo firma e lo passa a Beethoven. Il maestro, senza avere il coraggio di leggere, firma il contratto. Immediatamente Mefistofele, si dirige verso il pianoforte, afferra lo scritto della Decima e lo poggia su una candela. In un attimo esso va in fiamme.
Il fuoco circonda l’opera mentre lacrime scendono dagli occhi del maestro. Quando le fiamme cessano, il demone nota che non solo il manoscritto esiste ancora, ma non è neanche rovinato. Tenta nuovamente di bruciarlo, ma non accade nulla.
Sentendosi gabbato chiede spiegazioni, ma Beethoven è stupito dall’accaduto quanto lui. Il demone Tenta ancora la distruzione del manoscritto e in questa sente una risata proveniente dall’ombra. Li vede Twist, in lacrime dalle risa.
Mefistofele “Perché ridi, brutto storpio?”
Twist “I genitori del compositore diedero alla luce un altro bambino prima che il maestro nascesse. Lo chiamarono Ludwig von Beethoven ma morì nello stesso anno. La persona che hai di fronte è Ludwig von Beethoven, secondo genito di Johan & Maria. Hai contrattato una Decima Sinfonia del primogenito Ludwig von Beethoven, semmai ne scriva una.”
Mefistofele guarda Fate, che gli sorride candidamente. Poi, gettando lo spartito a Beethoven, urla frustrato e scompare in un’esplosione di fumo e fiamme.
Beethoven è stupito dalla rapida scomparsa di Mefistofele e si rivolge a Fate:
Beethoven “Sta per tornare per la mia anima? Vero?”
Fate “Egli non ha mai voluto la tua anima.”
Beethoven “Ma aveva detto…”
Fate lo interrompe
Fate “Mefistofele è il diavolo, mente.”
All’udire tali parole un senso di pace avvolge Beethoven.
Beethoven “Cosa succederà ora?”
Fate “E’ tempo di riposare, questa notte sognerai e sarai in paradiso.”
Mentre tali parole aleggiano ancora nell’aria, il maestro cade in un sonno, accanto al suo pianoforte, la sua anima si leva, il temporale si placa, le ombre e i fantasmi vanno man mano svanendo.
Tutto è calmo.
La quiete viene interrotta dal rientro di Twist nella stanza.
Lo spirito aleggia intorno al maestro quindi si reca verso il pianoforte, afferra il manoscritto e lo nasconde all’interno di un muro.
Twist “Qui resterà nascosto e il mondo non saprà mai della sua esistenza fin quando un giorno, nel futuro, sarà ritrovato… E il maestro tornerà in vita.”